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Il 2026 che sta per iniziare segnerà un’agenda ricca di eventi e iniziative per l’Osservatorio sui Conflitti e sulla Conciliazione, che intendere mettere al centro – come di consueto – i focus sull’indispensabile lavoro da svolgere prima che il conflitto esploda, e farlo con strumenti adeguati a un contesto in cui i rapporti tra cittadini e istituzioni diventano sempre più complessi, frequenti e delicati.
Il primo appuntamento del 2026 sarà la 1a Officina della Conciliazione, dedicata al tema della prevenzione e della risoluzione delle controversie tra cittadini e Pubbliche Amministrazioni. La collocazione temporale è già indicata con buona probabilità nel mese di febbraio, mentre la data precisa sarà confermata più avanti. Il confronto con la Pubblica Amministrazione è spesso il luogo in cui il conflitto nasce e si cristallizza, tra aspettative del cittadino, regole procedurali, tempi di risposta, discrezionalità, e qualità della comunicazione. In questo campo, parlare di prevenzione significa intervenire sul “prima”, cioè sul modo in cui le relazioni vengono impostate, sulle informazioni accessibili, sulla trasparenza, sugli spazi di dialogo e sulle procedure che possono rendere una contestazione meno inevitabile e, quando emerge, più gestibile. L’Officina si inserirà così nel dibattito contemporaneo sulle ADR come strumenti non soltanto riparativi, ma anche capaci di incidere sui processi organizzativi e sulla fiducia reciproca tra amministrazioni e comunità.
Nel corso del 2026, l’Osservatorio prevede inoltre – come di consueto – anche la 2a e la 3a Officina della Conciliazione, in continuità con i corsi che si sono consolidati negli anni e con la collaborazione con la Formazione Decentrata della Scuola Superiore della Magistratura. L’orientamento, salvo diversa organizzazione, è di collocare questi momenti rispettivamente nei mesi di giugno/luglio e tra ottobre e novembre. Anche qui, l’obiettivo è mantenere una programmazione che consenta un lavoro per tappe, capace di accompagnare l’anno con appuntamenti di confronto e approfondimento.
Tra gli eventi più importanti della prima metà del 2026 rientra poi la presentazione pubblica del Rapporto sui conflitti e sulla conciliazione 2023/2024. Si tratta di un passaggio particolarmente significativo perché consente di mettere a sistema dati, tendenze, criticità e buone pratiche emerse nel biennio di riferimento, offrendo una fotografia ragionata dei fenomeni conflittuali e degli esiti conciliativi. La dimensione pubblica della presentazione non è un dettaglio, ma un tratto identitario dell’Osservatorio: rendere condivisibili i risultati dell’analisi significa alimentare un dibattito informato e contribuire a una cultura della composizione delle controversie che non resti confinata agli addetti ai lavori.
Guardando più in profondità, il 2026 sarà anche l’anno in cui l’Osservatorio intende sviluppare con particolare cura il tema del rapporto tra i diversi strumenti di ADR. L’attenzione non si concentrerà soltanto sugli strumenti mediazione e negoziazione assistita, ma anche su quei meccanismi eterogenei che ruotano attorno alle Autorità di garanzia e che incidono su specifiche prestazioni di servizi. In un panorama in cui coesistono modelli diversi e procedure con logiche differenti, l’esigenza è duplice: comprendere come questi strumenti dialoghino tra loro, e verificare dove, invece, si generino sovrapposizioni, lacune o incoerenze che rendono meno chiaro il percorso per l’utente e meno efficace l’intervento per chi lo gestisce.
In questa riflessione, un ruolo centrale lo avrà la mediazione come strumento collegato all’assolvimento della condizione di procedibilità dell’azione. Da questa consapevolezza discende anche un ulteriore obiettivo che l’Osservatorio individua come strategico: la necessità di una ricognizione e di un’armonizzazione delle diverse discipline ADR, in vista della loro raccolta in un testo unico. È un tema che parla di semplificazione, certezza e accessibilità, e che si lega direttamente al modo in cui cittadini, imprese e operatori del diritto riescono a orientarsi tra procedure diverse, spesso nate in tempi differenti e con finalità non sempre coordinate.