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È stato pubblicato il volume “Mediazione come bene comune. Per una giustizia attiva, partecipata, umana” – a cura di Paola Lucarelli e Luca Toschi (Pacini Editore) – un’opera che si propone di rendere accessibili i contenuti sulla mediazione a pubblici ampi, superando i confini accademici e coinvolgendo direttamente le comunità, le organizzazioni e i professionisti che operano quotidianamente nel campo delle ADR. L’obiettivo dichiarato è favorire la nascita di una nuova cultura della mediazione, capace di trasformare il conflitto da occasione di scontro a opportunità di dialogo e comprensione reciproca.
Il libro nasce all’interno di un progetto condiviso tra il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università degli Studi di Firenze e il Centro Ricerche “scientia Atque usus” per la Comunicazione Generativa ETS. Il progetto è orientato alla costruzione di una strategia di Comunicazione Generativa volta a valorizzare i contenuti del Corso di Perfezionamento “Professione Mediatore civile e commerciale” e a promuovere la diffusione della cultura e della pratica della giustizia consensuale, con l’obiettivo più ampio di contribuire alla costruzione di un territorio in salute.
L’impianto del volume si sviluppa lungo un percorso articolato che affronta la mediazione da prospettive differenti ma interconnesse. Nella prima parte vengono esplorate le radici teoriche, giuridiche e culturali della mediazione, ponendo al centro il passaggio da una visione verticale e sanzionatoria del diritto a una concezione orizzontale, relazionale e orientata al consenso. Il tema del conflitto è analizzato come fenomeno intrinseco alle relazioni sociali e non come mera patologia da reprimere, mentre la mediazione viene collocata all’interno di una riflessione più ampia che coinvolge la Costituzione, la sociologia, le neuroscienze e la comunicazione.
La seconda parte del volume è dedicata alla dimensione giuridica e operativa della mediazione e delle soluzioni stragiudiziali delle controversie. Vengono affrontati i principali profili normativi, anche in chiave comparata ed europea, e i nodi applicativi legati alla mediazione civile e commerciale, alla sua forma telematica, al ruolo dell’avvocato, alla redazione dei verbali e degli accordi, fino alla mediazione demandata dal giudice come strumento di giustizia consensuale inserito nel sistema processuale. In questa sezione la mediazione emerge non solo come mezzo alternativo al processo, ma come parte integrante di una visione più ampia della giustizia.
La terza parte del libro è incentrata sulla figura del mediatore e sul processo di trasformazione del conflitto. L’attenzione si sposta sulla formazione, sulle competenze relazionali, psicologiche e comunicative, e sul valore della mediazione come pratica capace di incidere sulle relazioni e sulle comunità. Vengono approfonditi temi quali il contributo della psicologia, la comunicazione e la persuasione, l’umorismo nella relazione conflittuale, le tecniche di mediazione e le esperienze di mediazione scolastica, con uno sguardo rivolto alle nuove generazioni e alla giustizia di prossimità.
Il volume è collegato all’ambiente online Atque del Centro Ricerche “scientia Atque usus”, attraverso il quale è possibile accedere a contenuti integrativi sotto forma di percorsi formativi e librerie di approfondimento, in un’ottica di continuità tra il libro e un ecosistema digitale dedicato alla diffusione della cultura della mediazione.
“Mediazione come bene comune” è, lo ricordiamo, curato da Paola Lucarelli, professoressa ordinaria di Diritto Commerciale presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università degli Studi di Firenze e responsabile scientifico dell’Ente di Formazione in Mediazione dell’Ateneo, accreditato presso il Ministero della Giustizia, e da Luca Toschi, già professore ordinario di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi, presidente del Centro Ricerche “scientia Atque usus” ETS e direttore del Generative Communication Lab della Fondazione PIN – Polo Universitario di Prato dell’Università di Firenze.