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Nel primo semestre del 2025 la mediazione civile conferma un trend di crescita iniziato nel periodo post pandemico e ulteriormente accelerato dal secondo semestre del 2023, in concomitanza con gli effetti della Riforma Cartabia. Lo evidenzia il report della Direzione generale di statistica e analisi organizzativa (DIT) del Ministero della Giustizia, pubblicato nell’ottobre 2025, dedicato ai numeri della giustizia consensuale.
Secondo i dati, nei primi sei mesi del 2025 sono stati iscritti 87.416 procedimenti di mediazione, con un incremento del 14% rispetto al periodo pre-pandemia. Il monitoraggio statistico, che coinvolge tutti gli Organismi attivi ed è riferito a tutte le tipologie di mediazione – obbligatoria, volontaria e demandata – fotografa una netta prevalenza delle procedure in materia obbligatoria, che rappresentano il 78% del totale. Il 13% dei procedimenti è stato demandato dal giudice, mentre il 9% è frutto di iniziative volontarie delle parti.
L’impatto della Riforma Cartabia emerge in particolare dall’aumento delle mediazioni demandate: sono circa 11.300 nel semestre, con una concentrazione pari al 64% nelle controversie relative a contratti bancari, locazione e altra natura. Il confronto tra il numero di nuove iscrizioni del primo semestre 2025 e quelle registrate nello stesso periodo del 2024 segnala un incremento dell’1%, mentre le definizioni risultano in calo del 4%.
Un dato significativo riguarda la presenza dell’aderente al primo incontro: la percentuale di mediazioni in cui la parte chiamata in mediazione compare effettivamente si attesta al 55,5% del totale, livello superiore agli anni precedenti e sostanzialmente stazionario rispetto al 2024, nella fase successiva all’entrata in vigore della Riforma Cartabia. La partecipazione più alta si registra nelle procedure in materia di consorzio (72,2%), affitto di aziende (68%), successioni ereditarie (67,8%), società di persone (65,6%), condominio (63,7%), divisione (62,7%) e diritti reali (60,9%). Si colloca invece tra il 40 e il 50% l’adesione nelle mediazioni relative a contratti di subfornitura, contratto d’opera, franchising, locazione, contratti di somministrazione, contratti di rete, patti di famiglia, contratti bancari, comodato, risarcimento da responsabilità medica, associazione in partecipazione e contratti finanziari.
Più contenute le percentuali di partecipazione nelle controversie per risarcimento danni da diffamazione a mezzo stampa, dove l’adesione dell’aderente è pari al 34,1%, mentre il valore più basso si registra in relazione ai contratti assicurativi, con un tasso di presenza del 25,7%. Nel 56% dei casi, quando l’aderente si presenta al primo incontro, le parti decidono di proseguire con la procedura di mediazione. Questa decisione è particolarmente frequente nelle controversie di divisione (70%), nei contratti finanziari (69,5%) e nelle successioni ereditarie (66,8%).
Il report dedica attenzione anche alle modalità di svolgimento degli incontri. La mediazione telematica ha interessato il 49% dei procedimenti definiti nel corso del primo semestre 2025, superando le mediazioni svolte in presenza, che si fermano al 39%. I dati confermano l’utilità della partecipazione da remoto nel favorire la disponibilità delle parti a prendere parte al percorso di mediazione. Parallelamente, resta molto elevata l’assistenza tecnica: anche nelle mediazioni volontarie, dove non vige l’obbligo di difesa, il 91% dei proponenti e l’83% degli aderenti risulta assistito da un avvocato.
Sul fronte degli esiti, l’accordo è stato raggiunto nel 30,3% delle procedure in cui l’aderente ha deciso di partecipare al primo incontro. Si tratta di una percentuale lievemente inferiore a quella del 2024 (32,4%), ma superiore sia al dato del 2023 (29%) sia a quello del periodo precedente. La probabilità di definire la controversia cresce sensibilmente quando le parti accettano di sedersi al tavolo della mediazione anche dopo il primo incontro: in questi casi il tasso di accordo sale al 52,7%.
Il valore economico della lite incide sui risultati. I procedimenti con valore compreso tra 1.001 e 5.000 euro registrano un accordo nel 38% dei casi, percentuale che sale al 63% se le parti accettano di proseguire la mediazione oltre il primo incontro. Nelle controversie con valore tra 5.001 e 10.000 euro, l’accordo è raggiunto nel 35% delle procedure, ma la percentuale sale al 57% quando la partecipazione si estende anche agli incontri successivi.
Infine, il report distingue gli esiti in base alla tipologia di Organismo di mediazione. Gli accordi risultano più numerosi presso gli Organismi delle Camere di Commercio, dove il tasso di successo raggiunge il 57,2%. Seguono gli Organismi privati, con il 55,2% di accordi, quelli riconducibili ad “altri ordini” con il 51,1% e, infine, gli Organismi istituiti presso gli Ordini degli avvocati, che fanno registrare un tasso di accordo del 48,5%.