Camera di Conciliazione, l’intervista al presidente Storace: «Un percorso di crescita, ora si guarda ai servizi pubblici»

Data 29 Luglio 2026 L’intervista a ….

A colloquio con il presidente della Camera di Conciliazione di Roma, l’avv. Francesco Storace, per fare il punto su un servizio che, dopo anni di sospensione, mostra oggi segnali di consolidamento. I numeri raccontano una crescita costante – dalle 140 istanze del 2024 alle 165 del 2025, fino alle 70 già trattate nei primi mesi del 2026, con 29 conciliazioni concluse – ma dietro le cifre si muove un lavoro più ampio: la revisione del Regolamento, la definizione di un disciplinare tecnico-operativo, il contributo dei conciliatori della Camera regionale del Lazio. Nell’intervista che segue, il presidente Storace ripercorre le tappe di questo percorso, ne indica i punti di forza e guarda alle prospettive future di un istituto che vuole essere un riferimento stabile per l’ampio universo dei servizi pubblici locali, dalle società partecipate ai gestori della mobilità e dei rifiuti.

 

Presidente, come descriverebbe oggi il livello di operatività raggiunto dallo Sportello di Conciliazione, e quali sono i punti di forza su cui la Camera intende continuare a puntare?

Dopo l’interruzione delle sedute nel 2020 e la ripresa avviata nel maggio 2024, lo Sportello ha raggiunto un livello di operatività stabile. Siamo passati da una fase di riattivazione a una programmazione continuativa delle sedute.

I dati descrivono con chiarezza questo percorso. Nel 2024 sono state trattate 140 istanze, con 16 conciliazioni e liquidazioni per 13.960 euro. Nel 2025 le istanze sono state 165, le conciliazioni 39 e gli importi liquidati hanno raggiunto 49.599,72 euro. Nei primi mesi del 2026, fino al 10 luglio, si sono svolte 8 sedute: sono state trattate 70 istanze e concluse 29 conciliazioni, con liquidazioni per 10.200 euro. È un risultato significativo, se si considera che nell’intero 2025 le conciliazioni erano state 39.

Un ulteriore elemento positivo è la programmazione già definita sino alla fine del 2026, con sedute fissate per il 25 settembre, 23 ottobre, 13 novembre e 11 dicembre. Questo assicura continuità al servizio e consente una migliore organizzazione delle pratiche.

Il principale punto di forza è la collaborazione tra la Camera di Conciliazione, l’Avvocatura Capitolina, lo Sportello di Conciliazione e il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma. La continuità delle sedute e la presenza di professionalità qualificate consentono di offrire al cittadino una valutazione seria della domanda e una concreta possibilità di definire la controversia.

Desidero rivolgere un particolare apprezzamento al segretario della Camera, avv. Angelo Cugini, che si è prodigato per la ripresa delle attività. Il suo impegno ha consentito di ricostruire e consolidare i rapporti operativi tra cittadini, Roma Capitale, imprese interessate e compagnie assicuratrici. Ha inoltre assicurato un supporto costante nell’organizzazione e nello svolgimento delle sedute, contribuendo in modo concreto alla continuità e all’efficacia del servizio.

Su questa base intendiamo proseguire, migliorando l’organizzazione, rendendo più uniforme l’istruttoria e rafforzando la conoscenza dello Sportello presso i cittadini.

 

La Camera sta portando avanti un percorso di aggiornamento regolamentare e organizzativo. Può raccontarci quali sono gli obiettivi principali di questo percorso e cosa porterà di positivo per il funzionamento del servizio?

La ricostituzione degli organi della Camera ha consentito di affrontare alcune questioni rimaste aperte per lungo tempo. Il primo obiettivo è assicurare stabilità e continuità alla governance. Per questa ragione è stata proposta la modifica degli articoli 7, 8 e 9 del Regolamento, con particolare riferimento alla durata degli organi direttivi.

Una durata più ampia dei mandati consente di programmare le attività, consolidare i rapporti istituzionali e verificare nel tempo i risultati raggiunti. Si tratta di un’esigenza particolarmente importante nella fase attuale, nella quale occorre completare la riorganizzazione e definire programmi di sviluppo pluriennali.

Stiamo inoltre lavorando alla predisposizione di un disciplinare tecnico-operativo. Questo strumento dovrà precisare le fasi dell’istruttoria, le modalità di convocazione, lo svolgimento delle sedute e i rapporti tra tutti i soggetti coinvolti. L’obiettivo è rendere la procedura più semplice, uniforme e prevedibile.

Per accelerare la piena ripresa della Camera, è stato inoltre deliberato di avvalersi dei conciliatori già selezionati dalla Camera regionale di Conciliazione del Lazio, secondo quanto previsto dall’articolo 10 del Regolamento.

Dal marzo 2026 l’attività dello Sportello è stata ricondotta alle previsioni della delibera istitutiva del Consiglio comunale n. 126 del 24 giugno 1996. La procedura riguarda quindi le controversie aventi ad oggetto diritti disponibili relativi a beni mobili, entro il limite di valore di 12.911,42 euro.

L’aggiornamento regolamentare dovrà partire da questo quadro e adeguarlo all’attuale organizzazione dell’amministrazione e dei servizi pubblici. Il risultato atteso è un servizio più stabile, con competenze chiare, procedure uniformi e tempi maggiormente controllabili.

 

Qual è, secondo lei, il valore aggiunto che lo Sportello di Conciliazione offre ai cittadini nella gestione delle controversie con l’amministrazione?

Il valore aggiunto consiste nella possibilità di ottenere una risposta qualificata senza dover necessariamente iniziare una causa.

Le controversie trattate riguardano soprattutto danni derivanti da dissesti stradali o da essenze arboree, come la caduta di rami. Sono vicende frequenti, che incidono direttamente sul rapporto tra cittadino e amministrazione e che, se non gestite in modo adeguato, possono trasformarsi in contenziosi lunghi e costosi.

L’istanza viene sottoposta a istruttoria e il cittadino riceve, di regola entro quaranta giorni dalla presentazione, un parere sull’ammissibilità e sulla fondatezza della richiesta. In caso di valutazione positiva, la pratica viene portata in seduta alla presenza dei soggetti interessati e, quando necessario, delle imprese affidatarie dei servizi di manutenzione o sorveglianza e delle compagnie assicuratrici.

La procedura consente di mettere rapidamente a confronto le diverse posizioni e di verificare se esistano le condizioni per un accordo. Quando la conciliazione riesce, il cittadino ottiene una risposta concreta in tempi contenuti e l’amministrazione evita i costi e le incertezze del giudizio.

Vi è poi un valore più generale. Ogni conciliazione contribuisce a ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadino e istituzioni. L’amministrazione non viene percepita soltanto come una controparte, ma come un soggetto disponibile ad ascoltare, valutare e, quando ne ricorrono i presupposti, riconoscere una soluzione equa.

Lo Sportello svolge, quindi, una funzione che non è soltanto deflattiva del contenzioso. È anche uno strumento di buona amministrazione, perché favorisce risposte più rapide, responsabilizza i soggetti coinvolti e consente di individuare le cause ricorrenti delle controversie.

 

Guardando avanti, quali sviluppi immagina per la Camera di Conciliazione, anche in relazione a un possibile dialogo con le società partecipate e i soggetti gestori di servizi pubblici?

La prospettiva è sviluppare la Camera lungo due direttrici. La prima riguarda il consolidamento dell’attività già svolta nei rapporti tra cittadini e Roma Capitale. La seconda consiste nell’apertura di un confronto strutturato con le società partecipate e con i gestori dei servizi pubblici.

Molte controversie nascono oggi dalla gestione concreta dei servizi: mobilità, raccolta dei rifiuti, manutenzione urbana e altre prestazioni di interesse generale. In questi ambiti la conciliazione può offrire uno spazio terzo e imparziale nel quale affrontare i reclami che non trovano soluzione attraverso i canali ordinari.

Il percorso dovrà essere graduale e rispettoso delle diverse competenze. Occorre individuare gli ambiti nei quali la Camera possa intervenire senza sovrapporsi alle procedure di reclamo o agli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie già previsti dall’ordinamento.

Potrebbe essere utile partire da progetti pilota circoscritti, definiti attraverso protocolli con singole società partecipate o con specifici gestori. Tali protocolli dovrebbero stabilire con chiarezza le controversie ammesse, le modalità di accesso, i tempi della procedura, la partecipazione dei soggetti interessati e i criteri di verifica dei risultati.

Un ulteriore campo di lavoro riguarda le Carte dei servizi. L’esame delle controversie e dei reclami può fornire indicazioni sulle criticità ricorrenti e contribuire al miglioramento della qualità delle prestazioni. In questa prospettiva, la Camera può diventare anche un punto di osservazione sulle cause del contenzioso.

La Camera non deve limitarsi a definire il singolo conflitto. Può svolgere una funzione di prevenzione, favorire il dialogo tra cittadini e gestori e fornire alle amministrazioni elementi utili per correggere le criticità dei servizi.

Questa è la prospettiva futura: una conciliazione accessibile, competente e integrata nel sistema dei servizi pubblici, capace di tutelare il cittadino e, nello stesso tempo, di aiutare l’amministrazione a funzionare meglio.